"SEI DI CORVI" DI LEIGH BARDUGO

 



Sei giovani scapestrati, una città dominata dal commercio e dal capitalismo che non perdona i più deboli. Ciascuno di loro ha tutto da perdere. E una missione dalla quale non possono sottrarsi in alcun modo. Possibilità di successo, minime. La posta in gioco: la loro stessa vita.


Geniale, affilata come la lama di un coltello, avvincente fino all'ultimo colpo di scena. Leigh Bardugo ci regala una dilogia da leggere tutta d'un fiato, i cui sei protagonisti sono dei giovani pieni di ombre, dei perdenti che cercano di sopravvivere nei bassifondi di una città molto simile alla Amsterdam di fine Ottocento, dove l'unico dio - letteralmente - è il denaro stesso. E c'è anche chi è disposto a tutto pur di ottenerlo. Anche di uccidere.

Il punto di forza sono proprio i personaggi, con le loro storie, il loro passato tormentato eppure dotati di una luce che nemmeno le più feroci angherie riuscirà ad annientare del tutto: la speranza, il sogno di una vita libera e in qualche modo ancora innocente, che ogni volta permette loro di riemergere perfino dall'oscurità più fitta.

Un giovane gangster privo di scrupoli, un sicario in cerca di riscatto dalla schiavitù, un figlio rinnegato, un abile pistolero con il vizio del gioco, un cacciatore di streghe pentito, una maga guerriera fuggita dal suo esercito. 

Tutti si ritroveranno uniti nella caccia a un potente stregone, tenuto prigioniero in una fortezza di ghiaccio, il quale ha sintetizzato una droga in grado di rendere i Grisha potenti al punto da spazzare via nazioni intere, e allo stesso tempo di sterminarli.

L'esito della missione non solo permetterà loro di ripagare i debiti e conquistare la libertà, ma salvare il mondo da una guerra imminente. 

Ho divorato entrambi i romanzi nell'arco di un paio di settimane. Attualmente su Netlix si trova la loro trasposizione cinematografica con la serie Tenebre e Ossa, di cui consiglio la visione. 



  

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